5 min

Email sequencing: come crearla in 8 step

come impostare una sequenza di email (email sequencing)

📌 Tabella dei Contenuti

Hai presente quella scena tragicomica in cui un potenziale cliente ti lascia la mail, scarica la tua guida, magari ti segue pure sui social… e poi sparisce nel nulla cosmico?

Tu, da bravo imprenditore o professionista, pensi: “Ok, gli scrivo domani”. Poi domani arriva una consegna urgente, una fattura da sistemare, una call che doveva durare 20 minuti e invece diventa una saga fantasy.

Risultato? Quel contatto caldo diventa tiepido, poi freddo, poi praticamente un reperto archeologico.

Ecco, l’email sequencing nasce proprio per evitare questo disastro silenzioso.

E soprattutto ti evita di affidarti alla memoria, che nel business è una pessima assistente. Vediamo, in dettaglio, che cos’è l’email sequencing e come sfruttarla al massimo nel tuo business. 

Email sequencing: che cos’è e tipologie 

L’email sequencing consiste in una serie di email inviate automaticamente a un contatto in base a un’azione o a una condizione specifici. 

Esistono diversi tipi di email sequencing, e ognuno ha una funzione specifica. Scegliere quello giusto dipende da dove si trova il contatto nel suo percorso.

  • Le email di nurturing servono a scaldare un lead che non è ancora pronto ad acquistare. Sono perfette quando una persona ti conosce appena e ha bisogno di capire meglio il problema, la soluzione e perché dovrebbe fidarsi di te.
  • Le email di coinvolgimento hanno lo scopo di mantenere viva la relazione. Puoi invitare il contatto a leggere un articolo, guardare un video, rispondere a una domanda, cliccare su un contenuto o indicare una preferenza. Ti aiutano a capire chi è davvero interessato.
  • Le email di conversione sono più orientate alla vendita. Qui l’obiettivo può essere quello di far acquistare, prenotare una call, richiedere un preventivo o iscriversi a un servizio. Devono essere chiare, persuasive e credibili, senza risultare eccessivamente insistenti.
  • Le email di follow-up sono fondamentali dopo una richiesta di informazioni, una call, un preventivo o un carrello abbandonato. Molte vendite si perdono non perché il cliente non sia interessato, ma perché nessuno lo segue nel modo giusto.
  • Le email di inserimento, o onboarding, accompagnano una persona dopo l’acquisto o la registrazione. Servono a spiegare cosa fare, come iniziare, dove trovare le risorse e cosa aspettarsi. Meno confusione per il cliente, meno domande ripetitive per te.
  • Le email di re-ingaggio provano a riattivare contatti dormienti. Se una persona non apre più nulla da tempo, puoi inviarle una sequenza per capire se è ancora interessata o se è meglio lasciarla andare. Una lista pulita vale più di una lista enorme ma spenta.
  • Le email di promemoria ricordano appuntamenti, webinar, scadenze, pagamenti, rinnovi o eventi. Sono semplici, ma utilissime per ridurre le dimenticanze e i messaggi manuali.
  • Le email di rinnovo funzionano molto bene per abbonamenti, servizi ricorrenti, membership, consulenze continuative o licenze. Invece di ricordarti tutto all’ultimo secondo, puoi automatizzare una sequenza che prepara il cliente al rinnovo con naturalezza.

Ora che abbiamo fatto chiarezza sulle diverse tipologie di sequenze di email, vediamo come impostarle step by step. 

Email sequencing: come farla bene step by step

Creare una sequenza di email non significa aprire un software e schiacciare due pulsanti a caso. Una buona sequenza parte dalla strategia: chi vuoi raggiungere, cosa vuoi ottenere e quale percorso deve fare il contatto. 

Vediamo quali sono gli 8 passaggi principali.

Passaggio 1: creare e segmentare la lista

Prima regola: NON mandare la stessa sequenza a tutti.

Un contatto che ha appena scaricato una guida gratuita non è uguale a uno che ha richiesto un preventivo. Un cliente già acquisito non è uguale a una persona che non ti conosce ancora.

Segmentare significa dividere i contatti in gruppi sensati: interessi, comportamenti, fonte di provenienza, fase del funnel, acquisti precedenti, settore, problema dichiarato.

Più sai a chi stai parlando, più la sequenza sarà rilevante. E più è rilevante, più funziona.

Passaggio 2: stabilire gli obiettivi

Ogni sequenza deve avere un obiettivo chiaro.

Vuoi far prenotare una consulenza? Vendere un prodotto? Recuperare preventivi aperti? Riattivare vecchi contatti? Educare un lead freddo? Ridurre le domande post-acquisto?

Scegline uno.

Il problema di molte sequenze è che provano a fare tutto insieme: leggere il blog, comprare, seguire sui social, guardare un video, prenotare una call. Troppa roba. Il lettore si confonde e non fa nulla.

Una sequenza efficace conduce verso un’unica direzione precisa.

Passaggio 3: impostare i trigger

Il trigger è l’evento che avvia la sequenza.

Può essere l’iscrizione a una lista, il download di una risorsa, il clic su un link, la compilazione di un form, l’acquisto di un prodotto, l’abbandono del carrello o la mancata apertura di alcune email.

Il trigger è importante perché dà contesto. Se una persona ha appena scaricato una guida, non puoi trattarla come se fosse pronta a comprare subito. Se invece ha visitato più volte una pagina di servizio o ha richiesto informazioni, forse è molto più vicina alla decisione.

Il messaggio giusto dipende sempre dal momento giusto.

Passaggio 4: determinare numero email e durata sequenza

Quante email servono? Dipende dal tipo di obiettivo.

Per una sequenza di benvenuto possono bastare 2 o 3 email in una settimana. Per una vendita più complessa, magari B2B, puoi lavorare su 2 o 3 settimane. Per un carrello abbandonato, spesso servono 2 o 3 messaggi ravvicinati.

L’importante è non esagerare. Troppo poche email e il contatto si dimentica di te. Troppe email e rischi di diventare fastidioso.

Parti con qualcosa di semplice, poi saranno i dati a dirti se allungare, accorciare o modificare il ritmo.

Passaggio 5: scrivere il testo delle email

Qui entra in gioco la parte più delicata: il contenuto.

Una buona email deve essere chiara, utile e facile da leggere. Niente muri di testo, niente linguaggio aziendalese, niente frasi che sembrano uscite da una brochure impolverata.

Scrivi come parleresti a una persona vera.

Ogni email dovrebbe avere un oggetto interessante, un’apertura che aggancia, un messaggio principale e una call to action semplice.

Puoi alternare email educative, esempi pratici, errori da evitare, casi studio, risposte alle obiezioni e inviti all’azione. L’email marketing automation funziona davvero quando non sembra un robot che parla, ma un percorso utile costruito con intelligenza.

Passaggio 6: automatizzare le email

Dopo aver scritto la sequenza, arriva la parte tecnica: impostare il workflow

Gli strumenti di email marketing possono aiutarti a gestire tutto questo, ma ricordati: il tool non salva una strategia debole. 

Prima viene il percorso, poi viene la tecnologia.

Passaggio 7: A/B testing

Una sequenza non nasce perfetta. Si migliora.

Con l’A/B testing puoi provare varianti diverse: oggetto, call to action, lunghezza, tono, timing, contenuto, ordine delle email.

Il trucco è testare una cosa alla volta. Se cambi tutto insieme, poi non capisci cosa ha davvero fatto la differenza.

Magari scopri che un oggetto più diretto si apre meglio. Oppure che una CTA più semplice genera più clic. O che mandare la seconda email dopo due giorni funziona meglio che mandarla dopo sei ore.

Non andare a sensazione per sempre. Guarda i dati.

Passaggio 8: analisi dei risultati

Ultimo passaggio: misurare.

Le metriche principali da controllare sono tasso di apertura, clic, conversioni, risposte, disiscrizioni, bounce e risultati concreti generati: vendite, richieste, call prenotate, rinnovi.

Se le aperture sono basse, forse l’oggetto non funziona. Se i clic sono pochi, forse il contenuto non introduce bene la CTA. Se i clic ci sono ma le conversioni no, il problema potrebbe risiedere nella pagina di destinazione o nell’offerta.

I numeri non sono lì per giudicarti. Sono lì per aiutarti a migliorare.

Se vuoi sapere come creare una sequenza email che spacca e che può portarti clienti anche mentre dormi, dai un’occhiata al video qui in basso.

VIDEO 

L’email sequencing può diventare uno dei primi mattoni per automatizzare marketing, vendite e gestione dei clienti. Ma va progettato con criterio, altrimenti rischia di diventare l’ennesima automazione iniziata con entusiasmo e poi lasciata a metà.

Con la Prima consulenza AutomatiKing analizziamo le esigenze della tua attività, capiamo le criticità attuali del business e da lì costruiamo una strategia personalizzata: un action plan concreto per integrare automazioni e AI in modo fluido, evitare errori costosi, scegliere i tool più adatti e liberare tempo dalle attività ripetitive.

Cosa aspetti? Richiedi subito la tua Prima Consulenza e scopri come mettere il turbo al tuo business. 

TI SERVE UN AIUTO CONCRETO

PER LE TUE AUTOMAZIONI?

Semplice: organizziamo una consulenza personalizzata!

CONDIVIDI SU

GRATIS

OGNI SETTIMANA 📬

3 STRUMENTI DI AUTOMAZIONE​ E AI

La newsletter che ti aiuta a vendere di più grazie ai migliori strumenti di automazione e Intelligenza Artificiale, selezionati per te dai nostri esperti.

I MIGLIORI TOOL
DI AUTOMAZIONE

Iscriviti alla nostra newsletter GRATUITA per ricevere comodamente ogni settimana 3 strumenti di automazione e mettere il pilota automatico al tuo business!