Hai presente quando apri ChatGPT, Claude o simili, scrivi due righe al volo, premi invio e poi ti ritrovi davanti una risposta moscia, generica, utile quanto un ombrello rotto durante un temporale?
Ecco, succede a molti. Soprattutto a chi usa l’Intelligenza Artificiale per lavoro e spera che basti chiedere “scrivimi un post”, “fammi una strategia”, “preparami una mail” per ottenere magie.
Spoiler: l’AI non legge nel tuo pensiero.
Peccato, sarebbe comodo, ma non lo fa!
ChatGPT, Claude, Gemini e le altre AI generative sono strumenti potentissimi, ma funzionano bene solo se impari a guidarle.
Se gli fornisci indicazioni confuse, ti restituisce risultati confusi. Se gli dai un prompt fatto bene, invece, può diventare un assistente operativo pazzesco per creare contenuti, analizzare dati, scrivere email, migliorare offerte, preparare script, costruire procedure, progettare automazioni e moooooolto altro.
Prima di scoprire come fare, però, analizziamo meglio la situazione e vediamo perché dovresti imparare a sfruttare appieno tutte le potenzialità delle IA generative.
Perché è importante imparare a sfruttare al meglio le IA come ChatGPT?
Ricordi quando volevi scrivere una sequenza di email e sei stato ore ed ore a scervellarti
seduto al PC? O quando per scrivere un post su Facebook hai perso mezza mattinata?
Tutto questo, se impari a “parlare” bene alle IA generative non accadrà mai più.
Ma attenzione: NON si tratta solo di risparmio di tempo…
Se sei un libero professionista o hai una PMI, imparare a comunicare correttamente con un’IA generativa è una leva strategica. Perché magari non hai un team marketing, un copywriter interno, una persona dedicata al customer care, un commerciale che segue ogni lead minuto per minuto…
Eppure queste attività sono necessarie per far crescere il tuo business.
Ed è qui che entra in gioco l’IA generativa.
Puoi utilizzare IA come ChatGPT per fare business sul serio e avere decine, se non centinaia, di assistenti che collaborano con te ogni giorno, senza chiederti compensi extra in cambio.
E non è poco.
Qualche esempio di cosa ci puoi fare?
- puoi preparare sequenze di email per nutrire i lead senza dover scrivere ogni volta da zero;
- puoi analizzare feedback e recensioni per migliorare i tuoi servizi;
- puoi strutturare contenuti per social e blog in modo coerente e continuativo.
Ma tutto questo (e molto altro) è possibile solo se impari a scrivere un buon prompt.
Per farlo ci sono alcuni errori da evitare e alcune regole fondamentali da rispettare. Vediamo quali sono.
Scrivere un prompt per ChatGPT e altre AI: gli errori da evitare.
Ci sono alcuni errori che compromettono immediatamente la qualità dei tuoi prompt e mandano in tilt l’IA generativa di turno.
Tre di questi sono quelli che più spesso si commettono e che sono capaci di rovinare totalmente la risposta dell’IA:
- NUMERO 1: Usare termini soggettivi
Esempio: “Scrivimi un testo bello”. Bello per chi? “Bello” per un commercialista non è “bello” per un brand di cosmetici. L’AI non può sapere cosa intendi se non glielo dici.
- NUMERO 2: Essere troppo vaghi e generici
Esempio: “Fammi una strategia marketing per la mia azienda”. Che azienda? Che prodotto vendi? A chi? Con quale budget? Su quali canali? Con quale obiettivo? Vuoi più lead, più vendite, più appuntamenti, più fidelizzazione? Se sei generico, l’IA ti risponde in modo generico.
- NUMERO 3: Fare un prompt troppo lungo o corto
Un prompt composto da una sola frase non è mai un buon prompt, ma non lo è neanche quello che crei copiando e incollando 4 pagine di appunti senza struttura!
Vuoi imparare davvero a scrivere un prompt e smettere di usare l’AI come un gratta e vinci digitale? Allora dai un’occhiata al video corso GRATUITO di AutomatiKing su come scrivere un prompt per l’AI Generativa.
Come scrivere un prompt per AI: le 5 regole fondamentali.
Ora che sai cosa NON fare quando scrivi un prompt per un’IA, è il momento di capire cosa FARE.
Grossomodo, per scrivere un prompt che abbia senso bisogna rispettare 5 regole fondamentali. Scopriamole nel dettaglio una ad una.
Regola numero 1: stabilisci un ruolo
L’AI risponde meglio quando le dici da quale prospettiva deve ragionare.
Esempio: “Comportati come un copywriter specializzato in email marketing”, oppure ancora “Ragiona come un sales manager che deve migliorare il tasso di conversione dei lead”.
Il ruolo orienta il tipo di risposta. Un copywriter penserà al tono, alla persuasione e alla chiarezza. Un consulente strategico penserà agli obiettivi, al mercato e alle priorità strategiche.
Regola numero 2: fornisci un contesto
Il contesto è il carburante del prompt.
Devi descrivere la situazione. Esempio: “Scrivi un post su Facebook per lanciare il nuovo software X per la gestione social, evidenziando il risparmio di 5 ore a settimana…”.
Questo è un contesto utile. Qui l’AI può davvero aiutarti, perché capisce lo scenario, il problema e l’obiettivo.
Regola numero 3: definisci formato e tono di voce
Mai lasciare il tono e il formato al caso, soprattutto se stai creando contenuti per clienti, lead o collaboratori.
Vuoi una risposta sintetica? Una tabella? Una checklist? Un testo discorsivo? Una mail? Uno script video? Un post LinkedIn? Una procedura passo passo?
E il tono? Lo vuoi diretto, amichevole, tecnico, ironico, elegante, energico, rassicurante?
Specifica SEMPRE!
Esempio: “Scrivi un testo di 150 parole con tono di voce autorevole, rassicurante e promozionale…”
Regola numero 4: sii chiaro e conciso
Chiarezza NON significa scrivere tanto. Significa scrivere bene.
Ogni frase deve aiutare l’AI a ottenere un risultato migliore. Se una frase non aggiunge nulla, tagliala. Se un’informazione è importante, mettila in modo evidente.
Invece di scrivere:
“Mi serve una cosa carina per spiegare ai clienti il nostro servizio, magari non troppo lunga, però interessante, professionale, ma anche semplice…”
Meglio:
“Scrivi una descrizione di 200 parole del nostro servizio di consulenza. Target: titolari di PMI. Obiettivo: far capire che aiutiamo a risparmiare tempo automatizzando follow-up, email e gestione dei lead. Tono: semplice, concreto, non tecnico.”
Più pulito. Più utile. Più facile da comprendere per l’IA.
Regola numero 5: utilizza esempi
Gli esempi sono una scorciatoia potentissima. Se vuoi che l’AI imiti uno stile, un formato o una struttura, mostrale un esempio. O più di uno! Non deve copiarli, ma usarli come riferimento.
Puoi dire:
“Usa questo esempio come stile, ma crea un testo originale.”
Oppure:
“Questa è una mail che funziona bene per il mio pubblico. Scrivine una nuova, mantenendo lo stesso tono: diretto, concreto, leggermente ironico.”
Insomma, la prossima volta che apri il tuo ChatGPT aziendale, fermati per dieci secondi e chiediti: che ruolo deve avere? Che contesto devo darle? Che risultato voglio? In che formato? Con quale tono? Ho degli esempi da mostrare?
Fidati, questo approccio può trasformare l’AI da giocattolino curioso in uno strumento operativo per far crescere il tuo business.
Poi, certo: i prompt sono solo il primo passo.
Se vuoi davvero mettere ordine tra lead, email, WhatsApp, CRM, appuntamenti, pagamenti e follow-up, ti serve un sistema che li tenga tutti insieme.
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