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Tempo di lettura: 5 minuti

Ciak si gira: va in onda “La dignità umana”

Per noi sei un essere umano prima di “qualcuno che lavora”. Hai un nome, un cognome, un volto. E, soprattutto: hai tanta dignità.
Tempo di lettura: 5 minuti

Ciak si gira: va in onda “La dignità umana”

Per noi sei un essere umano prima di “qualcuno che lavora”. Hai un nome, un cognome, un volto. E, soprattutto: hai tanta dignità.

Scegli la vita; scegli un lavoro; scegli una carriera; scegli un maxi-ufficio del cazzo; scegli iPhone, macchine, computer e distruggi documenti elettrici. Scegli gli orari asfissianti, il salario minimo e la pensione INPS; scegli un mutuo a interessi fissi; scegli una prima casa; scegli i colleghi; scegli una cravatta; scegli una stanzetta e ricoprilo con foto di mete paradisiache; scegli di spaccarti la faccia sullo schermo fino a mezzanotte e chiediti chi cacchio sei la domenica mattina. Alla fine scegli di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che hai figliato per rimpiazzarti; scegli un futuro; scegli questa vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere questa vostra vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha la dignità?

Non ci sarebbe stato un modo più forte per sbatterti in faccia l’argomento di oggi se non citando più o meno letteralmente la intro di Trainspotting, tratto dal bellissimo romanzo di Welsh.

Perché troppo spesso la nostra vita sembra essere scandita da tappe già scritte, prefissate in una costante crescita (e miglioramento) e poi ci dimentichiamo troppo spesso di un semplice punto: continuiamo a proporre nuove soluzioni per liberarci, ma le trasformiamo in nuove gabbie restando imprigionati in un pessimo work & life balance.

Siamo esseri umani non l’ultimo modello di iPad, meritiamo dignità.

work & life

Work & Life: hai presente la frase “sembra un film già visto”?

Fermati un secondo e rifletti.
Tanto lo so che mi stai leggendo dal tuo smartphone.
Tutto questo non ti sembra un grande viaggio?

Dico davvero. Il mobile device che tieni nel palmo della tua mano rappresenta il riassunto della storia dell’uomo degli ultimi secoli. Fai conto abbia 3 sole applicazioni al suo interno, di cui la prima necessaria alla seconda e la seconda alla terza.

Si chiama rivoluzione industriale questa prima app e ha spaccato in due la nostra storia.
Poi c’è l’era dell’informazione, un app più nuova, la seconda, più coinvolgente perché l’informazione iniziò a muoversi più rapidamente, diventando perfino più veloce delle nostre gambe. Da bene scarso aveva reso noi quelli superflui.
Alla fine c’è una terza app, quella in voga oggi: la nostra epoca è l’età della condivisione, dove la conoscenza oltre a rappresentare un chiaro vantaggio competitivo è anche un chiaro e forte segnale dei legami tra innovazione, creatività e know-how.

E qual è il nostro posto preciso come umanità superflua del XXII secolo che sta già considerando la conoscenza un bene collettivo? Come la mettiamo se la divulgazione e l’accessibilità alla conoscenza come risorsa ci appare una cosa sempre più scontata perché a portata del nostro pollicione dritta in tasca?

Bene, se ci stiamo evolvendo a tal punto.
Se stiamo sviluppando le nostre possibilità a livelli incredibili ed impensabili sino a qualche anno fa.
Se stiamo radicalmente andando a toccare i bottoni che regolano la nostra vita quotidiana, perché l’evoluzione non pare più toccare soltanto le grosse scoperte scientifiche, bensì anche come gestiamo il tempo libero, come prenotiamo un viaggio, come leggiamo, come conosciamo un partner, come facciamo attività fisica.

Spiegamelo: se un app può ordinarmi la cena, mentre ho prenotato il biglietto del treno in 2 tap e ho aperto la porta appoggiandoci semplicemente lo smartwatch… perché, perché la bestia da soma rimango sempre io?

Alza lo sguardo: guarda dritto in camera

Al 7 del mese hai già sperperato mezzo stipendio fra il mutuo, un paio di aperitivi, sei confezioni di aspirine e quel fine settimana che hai promesso al tuo partner sei mesi fa. La forza per guidare fino al mare non ce l’hai, e continuano ad arrivare email dall’ufficio. Una. Due. Tre notifiche. Non ti hanno lasciato neppure la forza di mettere il telefono in silenzioso.

Al 7 del mese se ne somma un altro, poi un altro ancora e avanti così. Cambiano i calendari sul muro, tu sempre uguale. Con meno capelli, meno forze, zero entusiasmo.

Non scoppi perché non ti è stato concesso di farlo, t’han detto così.
Non scoppi perché non vedi la via di uscita.
Te lo dico io, in realtà non stai neppure alzando la testa. Sei la bestia da soma del 2019.

Perché non ti accorgi che nessuno ti chiede questo?

Quello che il tuo partner ti chiede è semplicemente del tempo da trascorrere insieme oggi, quello che i tuoi amici ti chiedono è del tempo per bere una birra insieme, non un bonifico.

E tu invece ti chiedi ogni mattina quando è stato quel preciso momento in cui hai perso la dignità e il work & life balance mentre aggiungi un paio di mete alla tua whishlist “per la pensione”.

Sai che fine ha fatto De Niro in Taxi Driver? Te lo ricordi?
“E chi ce l’ha il tempo da perdere con un film?” starai dicendo.

Alza lo sguardo: ché ti hanno svelato un finale sbagliato.

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Un nuovo film

E in cosa consisterebbe questa nuova pellicola? Questo episodio, tanto per rimanere in tema di citazioni, sarà “la chiamavano dignità” e prevede un netto cambio di ruolo: il protagonista sei tu.

Smettila di essere le bestia, il dipendente macchina quando un mondo di macchine dipendenti è già realtà. Lavoro agile, lavoro da remoto, smart working iniziano ad essere parole concrete che diventano all’ordine del giorno in questo 2019.
L’equilibrio perfetto tra vita e lavoro è a portata di app, di tools e di click!

Esiste una moltitudine di strumenti digitali che abbiamo creato e che non sfruttiamo minimamente per alleggerire il carico che sopportiamo quotidianamente.
Invece di liberarci, ci intrappolano ancor di più. E perché?
Perché non sappiamo usarli, non li conosciamo… nessuno ci ha ancora detto come sfruttarli per liberarci e tornare ad essere liberi, pieni di dignità. E di tempo libero.

Oggi questo qualcuno è arrivato: noi di AutomatiKing siamo qui per stravolgere in meglio la tua vita lavorativa e mostrarti il lato spensierato della libera professione o del fare impresa. In modo semplice.
A noi Automatikers:

  1. ci piace condividere come automatizziamo molti aspetti della nostra vita lavorativa in pratiche guide how-to che puoi trovare nel nostro blog;

  2. ci piace creare video-guide sul nostro canale YouTube;

  3. ci piace scambiare opinioni ed imparare dagli altri ulteriori modi per renderci liberi dal lavoro opprimente sul nostro gruppo LinkedIn;

  4. ci piace ancor di più aiutare e guidare il cambiamento radicale del tuo modo di lavorare e far sì che ti riappropri del tuo work & life balance, del tuo equilibrio perfetto tra sfera personale e sfera lavorativa.

Nella nostra Academy, una grande biblioteca delle automazioni, abbiamo raccolto tutto il nostro sapere e vogliamo metterlo a tua completa disposizione così da permetterti di riacquistare la tua dignità di lavoratore.

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il salto di qualità di cui ha davvero bisogno!

Alla fine, quando tutto passa, te lo sei mai chiesto cosa conta davvero?
Fa nulla, rispondiamo noi per te: conti tu e soltanto tu.
E tutte quelle migliaia di cose che vorrai e potrai fare come uomo libero e come lavoratore con una propria e sacrosanta dignità.

The end – un film di AutomatiKing.

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