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4 tecniche per gestire lo stress semplici e pratiche

In AutomatiKing lo sappiamo bene: lo stress è un fattore chiave della vita dell’uomo moderno, che può impattare in modo negativo su diversi aspetti della nostra vita personale e professionale. Leggi l’articolo e scopri come gestirlo!
👉 Max Formisano

4 tecniche per gestire lo stress semplici e pratiche

In AutomatiKing lo sappiamo bene: lo stress è un fattore chiave della vita dell’uomo moderno, che può impattare in modo negativo su diversi aspetti della nostra vita personale e professionale. Leggi l’articolo e scopri come gestirlo!
👉 Max Formisano

Imparate a gestire lo stress! Lo stress è un fattore importantissimo che si presenta durante una qualsiasi performance, ne abbiamo parlato infatti anche nell’articolo precedente.

Ma oggi andiamo dritti al sodo e vediamo le quattro tecniche per gestire lo stress ed essere padroni del proprio corpo prima e durante la performance stessa.
Si tratta come sempre di qualcosa di pratico, proprio come piace a me e a voi Automatiker.

Tecniche per gestire lo stress: tecnica n. 1 = MUOVITI

Prima.

Fare movimento fisico è molto importante per rilassare mente e corpo.
Il giorno prima di un intervento in pubblico è utile fare una corsetta leggera o un paio di ore di walking (camminata veloce) o quello che più ti piace.
Ovviamente non sto parlando della partita di calcetto più impegnativa della tua vita, quella da cui uscirai frantumato, ma di qualcosa di sufficientemente impegnativo per scaricare la tensione e per ossigenare meglio tutto il corpo. Funziona alla grande. Si rilassano i gruppi muscolari e si allevia anche il livello di stress cronico.

Durante.

Sfrutta la tua voce e i tuoi movimenti, non a vanvera ma canalizzandoli in qualche azione che ti permetta di bruciare l’energia in eccesso, soprattutto dei momenti iniziali, per esempio:

  • Scrivi qualcosa alla lavagna a fogli mobili e commentala con loro;

  • Libera le tue vie aeree! Alza la voce per fare un’apertura che attiri l’attenzione e proiettala mentalmente fino in fondo alla sala (ma non farti prendere per uno di quegli esaltati che gridano applaudono e sorridono per ogni banalità immaginabile);

  • Scarica la tensione muscolare camminando fino in fondo alla sala con qualsiasi scusa plausibile, così brucerai un po’ di energia di troppo.

Tecniche per gestire lo stress: tecnica n. 2 = RESPIRA

Prima.

Ti è mai capitato di avere difficoltà respiratorie o una respirazione affannosa per via di una cattiva gestione dello stress?
Conoscere e utilizzare le tecniche di rilassamento è senza dubbio uno degli strumenti più efficaci per aiutare un oratore a gestire lo stress.
Si scarica l’adrenalina in eccesso, rallentano i battiti cardiaci e si sciolgono le tensioni accumulate.

Praticare con regolarità gli esercizi di rilassamento aiuta anche ad affrontare con maggiore lucidità mentale qualsiasi prova e contribuisce a donare a tutto l’organismo una piacevole sensazione di benessere psicofisico. Questo avviene perché il livello di anidride carbonica nel sangue diminuisce ed aumenta il livello di ossigeno.

Il modo più semplice per iniziare a rilassare immediatamente tutto il corpo è di focalizzare la propria attenzione sul respiro, sull’aria che entra e che esce, in modo da regolarne lentamente il ritmo.
Il respiro è alla base di qualsiasi tecnica di rilassamento.
Respira usando il diaframma, muscolo che si trova sotto la cassa toracica. Se vuoi capire se stai respirando con il diaframma, metti le mani sulla pancia e controlla che vada in fuori e dentro mentre respiri. In questo modo sperimenterai un rilassamento muscolare progressivo.

Al mattino è utilissimo, il giorno dell’intervento. Ovviamente più dura meglio è.

Steso o seduto, qualche bel respiro può essere molto utile anche qualche minuto prima di iniziare a parlare, per recuperare la concentrazione e scaricare, almeno in parte, le tensioni in eccesso.
Prova a fare questo: respira profondamente attraverso il naso e trattieni per 3-5 secondi, quindi espira e lascia andare dalla bocca. Hai appena portato più ossigeno al tuo cervello e contribuito a rendere migliore il tuo intervento.

Durante.

Non avere fame d’aria! Parlare velocemente deriva da un respiro veloce e superficiale, ma se parli lentamente, (almeno all’inizio, te lo consiglio vivamente) e con energia, automaticamente respirerai più profondamente.

Durante la performance, un bel respiro profondo non lo nota nessuno!
Lo specifico perché quando lo consiglio nei miei corsi live di “Public Speaking in azione”, ogni tanto qualcuno esclama: “E se se ne accorgono?” e io “Del fatto che respiri? Bene! Capiranno che sei ancora vivo!”.

Tecniche per gestire lo stress: tecnica n. 3 = PREPARATI

Prima.

Quanto sei preparato?
È la prima domanda che vuoi farti, anche e soprattutto se hai timore di un prossimo intervento in pubblico.
Intuitivamente, uno dei mezzi più semplici è arrivare preparati su quello che dobbiamo dire. Tanto banale quanto sottovalutato.
È lo stesso principio che funziona, per esempio, il giorno di un esame universitario o di un colloquio di lavoro: più ne sappiamo, meno siamo tesi. Non è però una regola universale: la preparazione non è la soluzione di tutti i problemi di stress, ma è un’ottima base di partenza! 

Come diceva anche Edmund Jacobson, quando si parla in pubblico il picco dello stress avviene nei primi minuti, poi pian piano tende a calare, quindi: trova un modo per superarli briosamente e avrai risolto buona parte del famoso problema “stress”!

Naturalmente questo non significa curare solo la parte iniziale, ma è una buona idea riservarle molta attenzione e provarla mentalmente più volte, per iniziare senza troppi “traumi”.
Dedica tempo, impegno ed energie a preparare e provare le “aperture” (oggetto del capitolo seguente), i rompighiaccio che ti permettono di iniziare brillantemente il tuo discorso.

Durante.

“Domandare non costa che un istante di imbarazzo, non domandare è essere imbarazzati per tutta la vita.”

Proverbio giapponese

Quando la situazione lo permette, cioè quasi sempre, nulla di meglio all’inizio dell’intervento, che spostare l’attenzione da te a “loro”, tramite le domande che hai preparato.
Tecnica chiamata “Gettare la scimmia” perché è come se ti liberassi dell’animaletto peloso che è lì attaccato al tuo collo e ti provoca stress e lo gettassi al tuo uditorio, facendo appunto domande.

Si dice che “Chi domanda comanda”, quindi cerca di fare domande aperte, di far parlare, e mentre loro rispondono, la fase cruciale dei primi minuti viene superata.
Gettare la scimmia è una delle migliori tecniche per gestire lo stress e per, alo stesso tempo, aprire il tuo intervento.

Attenzione a non trasformare le domande in interrogatori, a non prendere singole persone (es. “tu da dove vieni? Già conosci questo argomento?”) ma molto meglio “chi mi dice …”, “Chi di voi … ?”

Nella mia metodologia il 95% delle domande non è verso una persona singola ma verso l’uditorio: chi vuole raccoglie la palla.
Così evito di mettere in imbarazzo i più timidi (alcuni possono essere così traumatizzati da una semplice domanda iniziale, da non intervenire più per tutto il resto del tempo), di “sfidare” i più egocentrici e altre noiose dinamiche di gruppo. 

“La cosa più importante è non smettere mai di domandare.”

Albert Einstein

Tecniche per gestire lo stress: tecnica n. 4 = SOGNA

Ne “Le avventure di Peter Pan” è scritto che “…nel momento stesso in cui dubitate di poter volare, cessate anche di essere in grado di farlo”.

Pre-visione significa vivere nella mente, in anticipo, una qualsiasi “performance” desiderata.
È la più importante tra le tecniche per gestire lo stress (insieme alla preparazione).

Ci si proietta nel futuro, nel momento della “prestazione” oggetto di miglioramento – nel nostro caso l’intervento in pubblico – e si vive quell’esperienza nel miglior modo possibile, proprio come vorresti che andasse realmente.  

  • Ascolta la tua voce tranquilla e rilassata, vedi te stesso padrone della situazione, immagina di sentirti calmo, centrato e bilanciato;
  • Prova ad ascoltare con attenzione cosa ti diranno le persone presenti, puoi letteralmente veder andare tutto per il meglio;
  • Osserva i sorrisi, le facce attente e soddisfatte di chi ti circonda, puoi intuire le loro sensazioni positive e vivere al massimo le tue, sentirle scorrere per tutto il corpo, ascoltare gli applausi, vedere la tua gestualità usata in maniera congruente e allineata col tuo messaggio. 

Lo scopo di tutto questo è di istruire il tuo cervello con messaggi precisi, dargli una direzione da seguire quando vivrà realmente quella situazione.
Le sinapsi del nostro cervello, quando immaginiamo vividamente qualcosa, sono simili a quelle di quando viviamo realmente un’esperienza.
Il cervello non distingue la realtà vera da una che gli fai immaginare: attiriamo nella nostra vita ciò a cui pensiamo più spesso. 

“Il sogno è il nutrimento dell’anima, come il cibo è quello del corpo.”

Paulo Coelho

Qualora te lo fossi perso, ti suggerisco caldamente di leggere l’articolo precedente in cui ti ho raccontato perché dovresti diventare un esperto di public speaking e di tutti i benefici che ne trarresti. Perché parlare in pubblico e superare la paura di emozionarsi è possibile! A patto che tu lo voglia.

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