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Come creare una campagna Google Ads di Remarketing?

Implementare una strategia di advertising per promuovere un business è fondamentale, soprattutto per colpire persone che già ci conoscono. Scopri dunque nell’articolo come fare una campagna Google Ads di remarketing fatta bene!
👉 Fabio Antichi

Come creare una campagna Google Ads di Remarketing?

Implementare una strategia di advertising per promuovere un business è fondamentale, soprattutto per colpire persone che già ci conoscono. Scopri dunque nell’articolo come fare una campagna Google Ads di remarketing fatta bene!
👉 Fabio Antichi

Il remarketing, o meglio noto come retargeting, è una forma di pubblicità mirata e indirizzata ad utenti in base ad un loro precedente comportamento. Questa è la definizione classica, ma in sintesi la riassumerei in: “dì qualcosa a qualcuno dopo che ha fatto qualcosa che per te è importante”.

Questa forma di pubblicità è molto usata e funzionale in ambito digital e viene spesso e volentieri applicata e utilizzata nelle campagne Google Ads, per far si che si completi il processo di conversione di un utente che ha avuto un contatto precedente sul sito web in questione (ma puoi farla anche con Facebook, Instagram e molti altri canali).

Quando utilizzare una campagna Google Ads di remarketing

Puoi utilizzare queste campagne in moltissime situazioni, ti elenco i casi più diffusi:

  • remarketing sui carrelli abbandonati, utilizzando ad esempio una creatività display che dica: “Ehi, hai lasciato il carrello a metà. Completa l’ordine!”
  • remarketing  su chi ha già fatto un acquisto, tipo ha preso 30 cialde per il caffè e dopo 25 giorni se immagino che ne consumi una al giorno, gli fai vedere un banner dove gli dici: “Il tuo caffè sta per finire, corri adesso a comprarne un altro pacco!”

Ma ci sono anche tante altre situazioni, facciamo altri esempi.

Ipotizziamo che una persona entri sul nostro sito grazie alla SEO fatta bene attraverso una chiave informazionale, magari da un articolo che parli di “Come si costruisce una campagna Google Ads”, e che rimanga sul sito 5 minuti.
Ipotizziamo che la stessa persona, dopo qualche giorno, effettui una ricerca su Google cercando “agenzia google ads”.
Beh, potrebbe per noi essere importante catturarlo, perché sappiamo che conosce già la nostra agenzia e che potrebbe preferirci ai concorrenti.
Motivo per cui, anche qui possiamo impostare la nostra campagna di remarketing su Google Ads per far apparire a questa persona e al segmento di pubblico simile a questo utente il nostro annuncio nelle prime posizioni dei risultati di ricerca di Google.

Se ti sembra un tantino complesso, puoi ripassare le basi della creazione di una campagna Google Ads in questo tutorial che trovi sul canale YouTube di AutomatiKing. ⬇️

Come creare una campagna Google Ads di remarketing

Ma andiamo a vedere più nel dettaglio come creare una campagna di Remarketing su Google Ads e con quali princìpi.

Fondamentale per la creazione delle campagne di Remarketing è la creazione preventiva di segmenti di pubblico mirati in base allo scopo e allo step sul quale si vuol far leva tramite la nostra campagna di retargeting.

Cosa sono i segmenti di pubblico?
Sono gruppi di utenti accomunati dall’aver compiuto azioni simili. Come abbiamo visto negli esempi sopra citati, potremmo selezionare: chi ha abbandonato un carrello e chi ha già fatto un acquisto. Più in generale, chiunque abbia svolto qualche azione che riteniamo interessante, ai fini di vendere di più, sul nostro sito.

I segmenti di pubblico si possono creare direttamente dall’interno del pannello di controllo di un account Google Ads o all’interno di Google Analytics. Entrambi i pixel possono farlo e, il mio consiglio, è di usarli entrambi in modo da avere a disposizione tutte le risorse possibili.

Una volta creati tali segmenti, c’è bisogno di aspettare qualche giorno o settimana affinché si popolino e il sistema inizi ad elaborarli correttamente al fine di poter poi strutturare una campagna Google Ads efficace di remarketing.

Quindi vi do un consiglio: non attendete che un segmento vi serva per crearlo! Non appena realizzate il vostro sito o creiate un account Google Ads, impostate subito tutti i segmenti che vi vengono in mente. Se in futuro vi serviranno (e vi serviranno!), li troverete già ben popolati da tanti utenti.

Una volta che tali segmenti si sono popolati possiamo andare a strutturare la nostra campagna, e qui dovremo lavorare a livello di copy e/o di immagini per far sì che le campagne di remarketing facciano il proprio lavoro.

In altre parole se vuoi spingere un utente a completare un carrello abbandonato, non mostrargli un banner con il logo aziendale. Fai piuttosto una bella immagine che dica, ad esempio: “Sconto 5% se concludi il tuo ordine! Non perdere tempo, questa promo è valida solo 24H!”
Così facendo, le conversioni e quindi gli acquisti aumenteranno!

In conclusione, il remarketing è molto importante ed utile in una strategia di Advertising poiché, nella grande maggioranza dei casi, solo poco più del 2% degli utenti converte alla prima visita sul sito web.
E quindi largo alla fantasia, divertiti a creare tutti i segmenti possibili e testali.

Altri esempi di campagne di retargeting Google Ads

Ti faccio un altro esempio.
Adesso con Google Analitycs 4 puoi creare anche dei segmenti di pubblico molto intelligenti, tipo: se l’utente resta 2 minuti su una pagina, poi si sposta su un’altra specifica pagina del sito e dopodiché abbandona il sito. A questo punto, per 24 ore, gli mostri un annuncio proponendogli la tua offerta, certo che abbia già sufficientemente approfondito la tematica per poterla apprezzare.

Puoi addirittura usare i tuoi segmenti di remarketing in modo negativo!
Ovvero, se una persona che è stata sul tuo sito 4 minuti ma non ha comparato, molto probabilmente è perché non è interessato all’acquisto. Escludi, dunque, questo segmento da tutte le tue campagne per evitare di intercettarlo nuovamente con le tue campagne Google Ads e disperdere altri soldi in quanto sai per certo che questo utente (o gruppo di utenti) ti ha studiato, spulciato ma ha scelto di non comprare da te! Così eviterai di sprecare altri soldi.

Oppure, come visto nell’esempio precedente, se fai una campagna Google Ads di remarketing su chi ha visualizzato la pagina carrello del tuo e-commerce e gli vai a dire di completare il tuo ordine, non devi scordarti di escludere il segmento di chi ha aggiunto il prodotto o servizio al carrello ma l’ordine lo ha già completato. 😉

Insomma divertiti a creare più elenchi di remarketing che puoi e poi crea campagne Google Ads sia per la rete di ricerca che per quella display, mixandoli in una più ampia strategia di Advertising.

Ah, dimenticavo… Come si creano i pubblici di remarketing in Google Ads?

Nel tuo account Google Ads, appunto, nella barra in altro, sotto la voce “Strumenti e impostazioni” (simbolo a chiave inglese) c’è la libreria condivisa, al cui interno c’è la voce “Gestione segmenti di pubblico”. Selezionala e poi clicca sul tasto “+”.

Su Google Analytics, invece, clicca sul simbolo di ingranaggio in basso a sinistra e lì, nella seconda colonna “Definizioni dei segmenti di pubblico”. Qui troverai già dei segmenti preconfezionati, a cui basta dare l’OK per la creazione.

E in una campagna dove si inseriscono? Sulla colonna di sinistra, troverai la voce “segmenti di pubblico”, basta cliccarci.

E adesso, non mi resta che augurarti buon divert… hem remarketing con Google Ads!

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