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Tempo di lettura: 5 minuti

Sguardo alla sindrome di burnout: quando lo stress da lavoro diventa troppo

SOS lavoro: la sindrome di burnout è in agguato. Quali sono i sintomi? Quali i fattori di rischio? Come si previene? Vediamolo insieme!
Tempo di lettura: 5 minuti

Sguardo alla sindrome di burnout: quando lo stress da lavoro diventa troppo

SOS lavoro: la sindrome di burnout è in agguato. Quali sono i sintomi? Quali i fattori di rischio? Come si previene? Vediamolo insieme!

Quante volte, davanti a una grande quantità di lavoro o al sopraggiungere di una scadenza, ti è capitato di provare una strana sensazione di disagio?
Quello stato di tensione è ciò che comunemente definiamo stress da lavoro.
Quando lo stress è prolungato puoi trovarti in una vera e propria condizione di SOS: il rischio sindrome di burnout è in agguato.

In collaborazione con:

dott. Ivan Lombardi – Membro del team UnoBravo
Psicoterapeuta sistemico-relazionale
https://www.unobravo.net/ivan-lombardi-psicoterapeuta

Stress da lavoro: che cos’è?

Lo stress è il processo per cui delle situazioni esterne ti costringono a modificare il tuo abituale atteggiamento o modo di comportarti.

Anche a lavoro possono accadere situazioni simili: le richieste relative al contenuto, all’organizzazione e all’ambiente lavorativo possono eccedere le tue momentanee capacità di farvi fronte.

Lo stress fa sempre male alla salute? Assolutamente no!
Da una situazione difficile puoi anche riuscire a trarre energia positiva, come quando in prossimità della consegna di un lavoro ti impegni ancora di più, raggiungendo il tuo obiettivo con maggiore soddisfazione; in tal caso si parla di stress positivo o eustress.

Cosa accade, invece, quando gli sforzi profusi falliscono e le tue capacità di risposta non ti sembrano sufficienti? Gli stimoli stressanti possono diventare progressivamente logoranti, arrivando a farti credere di non avere altra scelta che arrenderti: è l’effetto dello stress negativo o distress.

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Stress e lavoro: la sindrome di burnout

Quando lo stress a lavoro ha una durata che si prolunga nel tempo, il rischio è quello di andare incontro alla cosiddetta sindrome da burnout.

Il burnout in psicologia rappresenta il tipo di risposta a una situazione avvertita come intollerabile; è una forma particolare di disagio professionale, che lascia percepire una distanza incolmabile tra la quantità delle richieste e le risorse disponibili.

♦️ Sindrome da burnout: uno sguardo al passato

Il termine burnout è stato usato inizialmente per riferirsi a uno stato di logoramento e stress psicofisico sperimentato dagli operatori sociosanitari, che li rendeva meno attenti e disponibili (letteralmente burnout significa bruciato, scoppiato, esaurito); successivamente il termine è stato esteso anche ad altre categorie di “helping professions” (professioni di aiuto).

Progressivamente il termine burnout è stato associato a qualsiasi organizzazione o contesto lavorativo che si caratterizza per un contatto frequente con l’utenza e, soprattutto, dove le condizioni stressanti possono determinare un lento processo di logoramento e decadenza psicofisica.

♦️ Burnout: 3 sintomi principali

Come riconoscere la sindrome di Burnout? Ecco i 3 principali sintomi a cui prestare attenzione:

  1. depersonalizzazione, che si esprime in atteggiamenti negativi di distacco, cinismo e freddezza verso gli altri (familiari, colleghi, utenti). Se lavori come infermiere, ad esempio, potresti iniziare a rispondere evasivamente alle richieste dei familiari di un tuo paziente, sottovalutando o negando i problemi che vengono presentati.
  2. esaurimento emotivo che si caratterizza per la mancanza dell’energia necessaria ad affrontare la quotidianità, con sentimenti di apatia e distacco emotivo. Potresti sentirti più stanco del solito, privo di energie ed entusiasmo nell’affrontare la giornata lavorativa. Potresti anche pensare di non avere più niente da offrire nel tuo lavoro.
  3. senso di ridotta autorealizzazione ovvero la percezione della propria inadeguatezza e incompetenza sul lavoro. Quando portare avanti un obiettivo diventa difficile, potresti pensare che è tutta colpa della tua scarsa competenza; potresti inoltre credere di aver fallito come professionista e che sarebbe meglio cambiare lavoro.

In questo scenario possiamo individuare tre tipologie di sintomi che caratterizzano il quadro del burnout:

  • fisici: mal di testa, fatica, ipertensione, disturbi gastrointestinali, insonnia, tensione muscolare;
  • psicologici: senso di colpa, negativismo, alterazioni del tono dell’umore, scarsa fiducia in sé, irritabilità, negativismo, ansia, rigidità del pensiero, isolamento e ritiro;
  • comportamentali: assenteismo, ritardi, scarsa creatività, mancanza di iniziativa e ricorso a procedure standardizzate.

In generale, si può notare come l’intenso stato di disagio possa ripercuotersi sulle abitudini alimentari, sul sonno e sulla sessualità. Inoltre, l’intensità dello stress può essere tale da portare all’abuso di farmaci, alcol, droghe fino alla possibile attuazione di comportamenti suicidari.

Queste tematiche stanno da sempre a cuore a noi di AutomatiKing: per noi essere professionisti vuol dire anche non rinunciare alla nostra dignità. Nel video di seguito, ti raccontiamo in un minuto cosa possiamo fare per aiutarti. 🔽🔽

12 passi che conducono al burnout

La sindrome di burnout non colpisce in maniera improvvisa, ma si sviluppa per gradi e può essere descritta come un processo a 12 passi:

  1. Hai il continuo bisogno di fare sempre di più;
  2. Ti assumi sempre più impegni e responsabilità;
  3. Trascuri la vita privata e i bisogni personali;
  4. Ti senti privo di energia: inizi ad abbandonare gli hobby;
  5. Ti dedichi al lavoro anche nel tempo libero;
  6. Sei critico e intollerante verso i colleghi;
  7. Il rendimento lavorativo cala e avverti sintomi come mal di schiena, emicrania, ecc;
  8. Ti isoli da famigliari e amici, riducendo sempre più i contatti sociali;
  9. Perdi ogni contatto con te stesso, ignorando le tue emozioni e i tuoi bisogni;
  10. Assumi un atteggiamento negativo verso la vita: pensi di non riuscire più a fare nulla;
  11. Avverti un senso di disperazione verso il futuro e una globale visione negativa di te stesso;
  12. Ti senti completamente logorato dal punto di vista mentale, fisico ed emozionale.

♦️ La strada verso il burnout: 3 fattori di rischio

Quali i fattori di rischio per l’insorgenza del burnout? Lungo la strada verso il burnout sono stati individuati 3 principali fattori cui prestare attenzione:

  1. i ruoli lavorativi, ovvero tutte le situazioni di tensione legate al ruolo. Ad esempio, potrebbe venirti richiesto di svolgere mansioni che non corrispondono al tuo ruolo o alle tue competenze; in questi casi potresti sentirti disorientato e inefficace.
  2. le caratteristiche del compito, come la mancanza di opportunità di svolgere un lavoro vario e interessante. Se il tuo è un lavoro ripetitivo o di cui non comprendi pienamente il significato, potresti sentirti poco valorizzato e pensare che ti stai dedicando ad attività poco importanti.
  3. la struttura di potere ovvero il modo in cui si svolgono i processi decisionali e di controllo lavorativo; quando non hai voce in capitolo nelle decisioni che si ripercuotono su come dovrai svolgere il tuo lavoro, potresti sentirti continuamente frustrato e sperimentare un profondo senso di impotenza.

💡 A PROPOSITO DI “LAVORO INTELLIGENTE“! Sul nostro canale Youtube c’è un video che può interessarti parecchio. 🔽🔽

Come vincere lo stress da lavoro e prevenire la sindrome di burnout

Per favorire il benessere sul lavoro e prevenire l’insorgenza del burnout è necessario confrontarsi con tutto l’insieme di sentimenti, percezioni e valutazioni che i lavoratori elaborano in relazione a quanto svolgono quotidianamente per far fronte ai compiti richiesti. Poiché il burnout è un fenomeno multidimensionale, le strategie di prevenzione e cura dovrebbero essere messe in atto su più livelli: individuale, sociale e organizzativo.

♦️ Prevenire e curare il burnout: consigli utili per il singolo

A livello individuale è consigliabile introdurre o incrementare tutte quelle attività che, attraverso una pratica quotidiana e costante, possono consolidarsi producendo un effetto positivo sulla tua salute, come:

  • l’esercizio fisico,
  • la meditazione,
  • la lettura;
  • le tecniche di rilassamento.

Un’altra strategia utile è la decompressione, che ti consente di creare un confine figurato tra l’ambiente lavorativo e la tua vita privata. La decompressione ti permetterà di realizzare un pieno distacco da tutte quelle situazioni che per te rappresentano fonte di stress a lavoro.

Inoltre, può essere utile anche sviluppare interessi e attività al di fuori della vita lavorativa, che possano fungere da valvola di sfogo, allontanandoti dai problemi e consentendoti di recuperare energia.

♦️ Prevenire e curare il burnout: consigli utili per migliorare l’ambiente di lavoro

Oltre alla sofferenza individuale, il burnout può essere un indicatore di un problema di natura sociale. Un ambiente di lavoro dove predominano conflittualità, competizione eccessiva, rabbia, frustrazione, nonché scarsa opportunità di partecipazione alle decisioni e poca chiarezza sui compiti possono essere fonte di maggiore stress, contribuendo considerevolmente allo sviluppo del burnout.

Ecco quindi 5 possibili interventi sull’ambiente lavorativo per prevenire l’insorgenza del burnout.

  1. sviluppo professionale dello staff: consenti ai tuoi collaboratori di diventare più consapevoli di quali siano i loro compiti e obiettivi.
  2. cambiamenti nella struttura di lavoro e di ruolo: pianifica il lavoro in modo da bilanciare le attività gratificanti e non gratificanti e, possibilmente, impara a delegare.
  3. sviluppo del management: predisponi programmi di formazione per il personale amministrativo, i responsabili e i manager. Avranno così modo di sviluppare tutte le competenze necessarie per assolvere efficacemente ai compiti richiesti dal ruolo.
  4. incremento delle soft skills: investi sulla formazione aziendale, per fornire a chi lavora con te gli strumenti necessari per gestire i conflitti, migliorare il livello di autonomia e di partecipazione attiva alle decisioni.
  5. definizione chiara degli obiettivi: incrementa la consapevolezza degli obiettivi e delle responsabilità nei confronti dell’utenza, sviluppando un modello di gestione forte e originale.

Infine, di grande importanza è la rete di sostegno sociale in cui l’individuo è inserito e dove può appoggiarsi. Questa rappresenta una fonte di benessere psicofisico fondamentale e comprende tutte quelle relazioni in grado di fornire risorse e supporti utili per alleviare la percezione dello stress.

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