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Growth hacking: cos’è e come trasformarlo in azioni di marketing concrete

A noi piace questa definizione: il Growth Hacking: è un approccio scientifico e sperimentale attraverso le cui azioni si cerca di capire cosa funziona e cosa no, nel modo meno rischioso possibile. Vediamolo nel dettaglio.
👉 Stefano De Carlo

Growth hacking: cos’è e come trasformarlo in azioni di marketing concrete

A noi piace questa definizione: il Growth Hacking: è un approccio scientifico e sperimentale attraverso le cui azioni si cerca di capire cosa funziona e cosa no, nel modo meno rischioso possibile. Vediamolo nel dettaglio.
👉 Stefano De Carlo

Ciao Automatikers! 

Oggi voglio parlare con voi di un argomento che mi interessa e mi entusiasma moltissimo: il Growth Hacking.

So che ne hai sentito parlare sicuramente anche perché un professionista o un imprenditore, al giorno d’oggi, deve necessariamente conoscere cos’è il Growth Hacking e come sfruttarlo per la propria attività.

Ecco quindi il mio compito per oggi: ti voglio accompagnare alla scoperta di questo argomento e darti qualche consiglio pratico da applicare subito per dare una svolta alla tua attività.

Sei curioso vero? Allora iniziamo!

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Cos’è il Growth Hacking?

Allora, diciamoci la verità, la traduzione letterale di Growth Hacking lascia un po’ a desiderare. In italiano questo termine suona più o meno così “pirata della crescita“. Forse è per questo che non lo traduciamo e continuiamo ad affidarci alla lingua anglosassone!

Ma in fondo poco importa, quello che conta è capirne il significato. 

Quindi cos’è il Growth Hacking? A cosa serve?

Il mondo digitale è in continua evoluzione pertanto in questo articolo non posso darti la guida definitiva del Growth Hacking. La verità è anche che il termine Growth Hacking ormai è un termine quasi abusato, che viene utilizzato anche in contesti molto diversi da quello economico/di marketing (magari avrai sentito parlare del life hacking).

Wikipedia ci dice: “il growth hacking è l’insieme dei processi che mette in relazione canali di marketing e sviluppo del prodotto con lo scopo d’identificare le soluzioni più efficaci ed efficienti per metter su un business”.

A me, personalmente, piace di più questa definizione: il growth hacking è un approccio scientifico, sperimentale, attraverso cui vengono realizzati tanti piccoli esperimenti per capire cosa funziona e cosa no nel modo meno rischioso possibile.

Da questa definizione possiamo capire molte cose.

Prima di tutto il growth hacking NON è un insieme di cose fatte a caso, della serie “io speriamo che me la cavo!”, ma è un insieme di azioni correlate una con l’altra che seguono appunto un approccio scientifico.

Il growth hacking è sperimentale, questo implica che le strategie applicate sono frutto di uno studio, ma spesso sono innovative e in quanto tali non è detto che funzionino per la propria attività o comunque non è detto che funzionino al meglio da subito. Con il growth hacking si “corregge il tiro” un po’ alla volta, basandosi sui risultati ottenuti.

L’approccio sperimentale prevede dei micro cambiamenti. Questo permette, da un lato, di non stravolgere la realtà imprenditoriale tutto in un colpo. D’altro canto permette anche di misurare quanto realmente quel micro cambiamento incida sul risultato che si vuole ottenere.

Funziona? Non funziona? Si può fare meglio?

In questo modo il cambiamento è realmente misurabile perché se cambi tante variabili tutte in una volta potresti far fatica a capire quale di queste è stata fondamentale e quale invece irrisoria. Ovviamente, piccoli cambiamenti abbassano il rischio al quale esponi la tua attività.

Infine la definizione ci suggerisce che questo approccio ci permette di capire cosa funziona e cosa no: in primis perché il growth hacking è un metodo misurabile, basato sui numeri e sui kpi. Infatti un conto è sperimentare a casa randomicamente, un conto è avere un metodo che funziona.

Questo approccio ha permesso a tantissime attività nate dal niente, con dei budget limitati di diventare dei veri e propri colossi. Lo sanno bene Hotmail, Dropbox e Airbnb. Infatti grazie a questo metodo è possibile rendere efficiente il processo di crescita e di sviluppo di un’attività utilizzando il budget a disposizione in modo diverso e migliore.

Ora che abbiamo esploso la mia definizione preferita di growth hacking direi di andare a scoprire insieme di che cose si compone all’atto pratico.

In questa intervista che ho pubblicato sul canale YouTube di AutomatiKing, Luca Barboni, tra i massimi esperti di Growth Hacking italiani, ci dà delle chicche incredibilmente preziose sul tema. Corri a guardarla! ⬇️⬇️⬇️

💡 Approfondimento: Porta il tuo marketing al livello successivo! Ecco i miei 7 consigli!

Growth Hacking: in cosa consiste il processo?

Fondamentalmente il processo di Growth Hacking consiste in questo: fare test.
Provare a fare qualcosa all’interno della propria attività, misurare il risultato, migliorare, ricominciare da capo.

E non si può mai smettere di fare questo perché il mondo, soprattutto quello digitale, è in continua evoluzione e quello che funziona perfettamente oggi potrebbe già non funzionare più domani. La pandemia ce lo ha dimostrato molto bene.

Il Growth Hacking prevede 5 fasi:

  1. Analisi della situazione attuale: in questa fase si fa “mente locale” e si raccolgono i dati di partenza, la situazione iniziale.
  1. Ideazione: questa è una fase di brainstorming durante la quale emergono tutte le idee possibili, attuabili, non attuabili, a volte anche folli, poco importa. Questa è la fase in cui far emergere tutte le ipotesi di azione per spostarsi dalla fase iniziale al risultato desiderato.
  1. Scelta: in questa terza fase si sceglie una delle idee individuate nella fase due. Può essere un nuovo prodotto, un nuovo processo, un nuovo strumento, qualsiasi cosa che apporti un cambiamento nella realtà attuale. 
  1. Esecuzione: qua arriva il bello. Si esegue quanto deciso nella fase tre. Ovviamente sarà un piccolo cambiamento o comunque qualcosa che entra nell’attività a piccoli step, così che possa essere misurato quello che sta accadendo.
  1. Misurazione dei risultati ottenuti: questa misurazione avviene sia durante il processo di sperimentazione che alla fine. Una volta ottenuti i dati, questi vengono valutati e si decide cosa fare: migliorare quanto fatto fino a qui, lasciar perdere e provare un nuovo test, portare avanti quanto fatto perché funziona alla grande!

A proposito di misurazione dei dati, stai analizzando quelli relativi alla tua attività? NO? Beh, come avrai capito, è una fase imprescindibile nella gestione aziendale. Ti invito ad approfondire in questo video. ⬇️⬇️⬇️

Il growth hacking è un processo ciclico, non finisce mai, perché fondamentalmente è un metodo scientifico per crescere. Un’attività economica, lo sappiamo bene, ha solo due possibilità: continuare a crescere o morire.
Ovviamente a noi piace il growth hacking perché vogliamo si verifichi la prima possibilità!

Quindi adesso tocca a te!

Decidi che cosa vuoi migliorare all’interno della tua attività, valuta la situazione iniziale, sperimenta, prova, sbaglia, riprova, fai sempre meglio e continua a crescere! E, mi raccomando, prendi le tue decisioni sempre basandoti sui dati!

A presto caro Automatiker!

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