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Aggregatori di notizie e Feed RRS: quali scegliere?

Il potenziale accesso a milioni di informazioni può avere aspetti negativi: dal sovraccarico cognitivo alla sensazione di perdersi qualcosa. Per questo ci vengono in soccorso gli Aggregatori di notizie. Scopri come scegliere quello giusto!
Aggregatori di notizie e Feed RRS: quali scegliere?

📌 Tabella dei Contenuti

Nel mondo della gestione della conoscenza personale (pkm – personal knowledge management), ogni fase del processo richiede molta attenzione e organizzazione.

Il potenziale accesso a milioni e milioni di informazioni può portare con sé tantissimi aspetti negativi: dal sovraccarico cognitivo alla continua sensazione di perdersi qualcosa. Sensazioni di malessere che non danno alla nostra mente lo spazio necessario per elaborare le informazioni e prendere decisioni migliori.

A cosa servono gli aggregatori di notizie?

Prendersi cura di noi significa anche prendersi cura delle nostre abitudini digitali, verificando che la modalità di fruizione delle informazioni sia quella che più si adatta alla nostra indole e al nostro stile di vita.

Se ci pensiamo, la cura del mondo digitale non è molto diversa dalla cura del mondo fisico.
Le pulizie, i riordini, la collocazione degli oggetti o la gestione degli spazi fanno parte di entrambe le categorie.
Non a caso alcuni termini si assomigliano: abbiamo il cestino, il desktop, le cartelle, i documenti, le note, le notizie, gli articoli… che, proprio come avviene nelle case o negli uffici, sono elementi da gestire.

Anche la gestione delle informazioni rientra tra le cose da curare e verso le quali possiamo costruire delle abitudini digitali sane.

In merito alla definizione di un processo e come prima cosa, dovremmo riflettere su quali siano i nostri punti di ingresso, intesi come tutte quelle zone che sono un tramite tra noi e le informazioni.

Vogliamo restare aggiornati sulle ultime notizie, ascoltiamo podcast, guardiamo video, consultiamo articoli, leggiamo eBook, scarichiamo PDF, seguiamo corsi o webinar… in sintesi, si tratta di identificare tutte le aree che portano conoscenza (almeno potenziale).

Le informazioni sono infinite e ovunque, il nostro tempo è categoricamente finito.
Già da qui è facile comprendere quanto sia vitale avere dei limiti di fruizione per fermare la tempesta di dati che ogni giorno ci travolge.

La prima abitudine digitale che possiamo coltivare è quella di non disperdere la nostra attenzione su troppi punti di ingresso, con il rischio di interrompere il lavoro più e più volte per andare verso la distrazione di quel momento.

Proprio per questa necessità di protezione e gestione del tempo, sono nati tantissimi strumenti che hanno lo scopo di diventare un unico punto di ingresso.

Parliamo della categoria degli aggregatori di notizie e contenuti in generale anche se, in realtà, dobbiamo fare alcune distinzioni.

In generale, un aggregatore di news è quello strumento che raccoglie in un unico posto, in automatico o manualmente, i contenuti o le fonti più rilevanti e che selezioniamo nel corso del tempo.

Il fine è quello di migliorare:

  • l’organizzazione: per poter catalogare e filtrare le informazioni;

  • l’intenzionalità: per andare verso le informazioni in modo proattivo e solo nei blocchi di tempo destinati alla fruizione dei contenuti, senza lasciare che ci travolgano in ogni momento;

  • la selezione: per trovare solo ciò che risuona sulle nostre frequenze, senza il rumore che generalmente si ha sugli altri canali e che ci costringe a passare da cose serie a quelle irrilevanti in pochi secondi.

Quali sono gli aggregatori di notizie più diffusi?

La categoria è molto affollata e si va dalla semplice raccolta di link alla creazione di visual board. 
I cosiddetti read-it-later permettono di salvare articoli, link, video… per riuscire a gestire le risorse in un secondo momento.

Si tratta di strumenti che, nella maggior parte dei casi, funzionano su ogni dispositivo e sono abbinati all’utilizzo di un’estensione del browser (per salvare la fonte da desktop) e di un’applicazione (per salvare la fonte dal tablet o dallo smartphone: aggregatori di notizie Android e aggregatore di notizie iOS). 

Permettono, inoltre, di sottolineare le parti più rilevanti che vogliamo conservare, ascoltare i testi grazie alla riproduzione audio, eliminare tutti gli elementi di disturbo di un sito web attivando la modalità lettura che conserva solo la parte essenziale dell’articolo salvato.

I read-it-later collaborano molto bene con altri strumenti per poter definire delle automazioni che semplificano il flusso delle informazioni.

Per fare alcuni nomi, i migliori aggregatori di notizie che troviamo in questa categoria sono Pocket, Instapaper, Matter o Readwise reader.

Con una logica leggermente diversa, cito anche Feedly, 1Feed e Inoreader, ovvero degli aggregatori di Feed RSS che permettono di riunire siti web e blog che si vogliono seguire in un unico posto. Il vantaggio è quello di accedere a un unico strumento – l’aggregatore – per trovare un feed selezionato e composto da informazioni e notizie molto interessanti e molto utili, che sono già rilevanti per noi.

Con un impatto visivo più accentuato, ci sono alcuni strumenti che permettono di salvare ogni tipo di elementi.
Non solo link, ma anche immagini, colori, parti evidenziate di un testo, citazioni, newsletter, PDF… riuscendo a organizzare le informazioni e visualizzarle con diverse modalità. In questa categoria rientrano Raindrop, Mymind e anche strumenti come Milanote.

In realtà, anche uno strumento dedicato alla cura di appunti e note potrebbe essere usato – con le dovute attenzioni – come aggregatore di notizie. Molti strumenti, che rientrano almeno in parte nelle categorie note-taking app e writing app, offrono delle funzioni aggiuntive grazie all’utilizzo di un web clipper.

In sostanza, si tratta di abbinare l’uso dello strumento in questione, come Notion o Evernote, a un’estensione del browser (il web clipper) che permette di salvare le varie informazioni, scegliendo la destinazione finale e integrando i dati con tag o parole chiave (idealmente clip nel senso di fermare qualcosa con un fermaglio o una puntina). 

Una soluzione di questo tipo funziona quando riusciamo a separare molto bene la zona di raccolta da quella di elaborazione.

Come si scelgono gli aggregatori di notizie Android, iOS e desktop

Ci sono almeno tre criteri da valutare:

  • la nostra indole: se, ad esempio, siamo persone più creative oppure più essenziali;

  • la semplicità e la curva di apprendimento: salvare qualcosa che per noi è di ispirazione dev’essere un’azione veloce e rapida (dal computer e dal telefono). Perdere tantissimo tempo per attivare i nostri aggregatori di notizie non ha molto senso e significa abbandonarlo al primo intoppo. Per questo motivo è fondamentale scegliere qualcosa che riduca l’attrito tra noi e le informazioni;

  • la comodità della revisione: questo punto vale un po’ per tutti gli strumenti, ma in particolare per gli aggregatori di notizie. Continuare a collezionare senza mai rivedere i contenuti non ci salva dal sovraccarico e dall’ansia di perdersi dei pezzi. Stiamo solo spostando informazioni da un punto a un altro. Ecco perché, nel momento in cui decidiamo di aggiungere un aggregatore, diventa fondamentale mettere in agenda dei momenti da dedicare alla fruizione dei contenuti e alla loro revisione.

Usare gli strumenti con la giusta consapevolezza è la chiave per migliorare il nostro flusso di lavoro.

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