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Tempo di lettura: 5 minuti

Piano di marketing: perché dovresti averlo? SPOILER: perché è alla base delle vendite!

Il piano di marketing è il vademecum di una strategia aziendale, un vero e proprio documento in cui viene esplicitato quali sono le attività da intraprendere per aumentare il proprio profitto e raggiungere un pubblico sempre più vasto. Vediamolo insieme.
Tempo di lettura: 5 minuti

Piano di marketing: perché dovresti averlo? SPOILER: perché è alla base delle vendite!

Il piano di marketing è il vademecum di una strategia aziendale, un vero e proprio documento in cui viene esplicitato quali sono le attività da intraprendere per aumentare il proprio profitto e raggiungere un pubblico sempre più vasto. Vediamolo insieme.

Ciao Automatiker!

Oggi voglio affrontare con te un argomento molto interessante.
NON è un vero e proprio tool di automazione, ma è uno strumento altrettanto fondamentale per poter gestire al meglio la tua attività e, in un certo senso, anche automatizzarla.

Sto parlando del piano marketing!

Che tu sia già un esperto in materia o che tu NON abbia la più pallida idea di cosa io stia parlando, questo articolo ti sarà utile: ti aiuterò a comprendere in che modo il piano di marketing può aiutarti ad automatizzare la tua attività e a risparmiare tempo ed energie.

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Cos’è il marketing?

Sui canali AutomatiKing parliamo spesso di automazioni, vendita e marketing in generale, ma mi sono appena reso conto che non abbiamo ancora riflettuto su una cosa. 

Che cos’è il marketing? Che cos’è davvero, intendo.

Per quanto la definizione di marketing proposta da Kotler, uno dei pionieri del marketing e delle sue strategie, sia apparentemente fredda e statica, nel corso dei miei anni di studio ha sempre rappresentato il migliore punto di partenza.

Kotler definisce il marketing come il processo attraverso il quale tra cliente e azienda si costruisce una relazione basata sullo scambio di valore. Una relazione che è, dunque, profittevole e duratura nel tempo.

L’elemento centrale della definizione di marketing di Kotler è la parola “valore“: con questo termine, lo studioso NON intende esclusivamente l’oggetto dello scambio (ovvero il bene materiale) bensì un valore in senso lato.

Uno degli elementi fondamentali in grado di trasferire valore nell’ambito del marketing è, ad esempio, sicuramente la comunicazione, le emozioni che prova l’utente o le idee che si fa sullo staff dell’azienda venditrice. 

Ecco perché mi dispiace che le aziende abbiano una così grande difficoltà nell’intendere che la comunicazione è un valore: comunicando non si fa altro che soddisfare un’esigenza del cliente (e aggiungo, guadagnarsi la sua fiducia).

E questo ci riporta immediatamente al punto principale: cos’è il piano di marketing? A cosa serve? E perché è importante averlo? 

Scopriamolo insieme!

Cos’è il piano marketing? 

Il piano di marketing è il vademecum di una strategia aziendale.
È un vero e proprio documento in cui viene esplicitato, in maniera esatta, quali sono le attività da intraprendere per aumentare il proprio profitto e raggiungere un pubblico sempre più vasto.

La cosa più interessante, sin dai primi passi della stesura di un piano di marketing, è notare che, prima di poter comunicare con gli altri, è necessario conoscere se stessi.
Conoscere la propria realtà e le proprie capacità comunicative, infatti, è l’unico modo di comunicare sia verso l’esterno sia verso l’interno della propria azienda. 

Nelle primissime pagine di questo documento, infatti, è necessario riportare una sintesi di quelli che sono gli obiettivi del piano di marketing e, in senso più ampio, dell’impresa stessa. 

Questo concetto si traduce con il termine “mission“, che rappresenta l’obiettivo ultimo che l’azienda vuole raggiungere. Non importa se è irraggiungibile o complesso: è semplicemente il punto al quale si vuole arrivare in un tempo potenzialmente infinito di attività.

È la bussola che punta verso il Nord.

Perché concentrarsi sulla mission aziendale, dunque?
Semplicemente perché se conosci la tua mission conosci la tua azienda e, in tal caso, questo strumento comunicativo (sì, perché anche la mission aziendale è un mezzo di comunicazione con i clienti) assume un potere elevato.

Sono dell’idea che ogni imprenditore dovrebbe conoscere qual è la sua mission, poiché l’incapacità di rispondere a questa domanda può rappresentare un grave campanello d’allarme.

A cosa serve il piano marketing?

Da quanto detto sinora, sai chiaramente che la comunicazione è alla base di tutto.
Una volta afferrato questo concetto, la domanda successiva è: com’è possibile trasformare la comunicazione in vendite?

Questo è il problema principale che gli imprenditori si pongono. 

Com’è possibile elaborare quel messaggio pubblicitario che sappia conquistare il cuore degli utenti?” Oppure: “Quali sono i colori dell’etichetta che faranno comprare di più il mio prodotto?” O ancora, “Cosa devo scrivere negli articoli del mio blog per automatizzare le vendite?

Si tratta di quesiti di natura pratica (e realmente importanti!) che rappresentano un vero e proprio cruccio per l’imprenditore che ha compreso quanto la comunicazione sia importante nell’era moderna.

Ed è proprio in questo contesto che si fa strada il piano di marketing.
Lo scopo di questo documento, infatti, è proprio avere una visione d’insieme del problema, riuscendo dunque a ragionare e a elaborare strategie comunicative in maniera più concreta e completa.

Dopo aver definito la mission aziendale, il primo obiettivo è quello di guardare agli obiettivi che si intende raggiungere in tempi brevi, perché è su quelli che si fonderà la strategia di comunicazione.

È dagli obiettivi, infatti, che bisogna partire per individuare il target di riferimento a cui proporre il proprio valore.

In questo contesto, le domande che un imprenditore deve porsi sono molteplici.

Quanto è grande il tuo target? Si tratta di un gruppo di persone che condividono alcuni interessi o è un insieme di individui molto diversi tra loro? Ti rivolgi maggiormente/esclusivamente a uomini o a donne?

Trasmettere un messaggio ai bambini (e di riflesso ai loro genitori) NON è lo stesso che comunicare il valore agli amanti dell’abbigliamento all’ultima moda. Insomma, conoscere profondamente il proprio target apre le vie per potenziare le vendite.

In quest’ottica, conoscere come si crea il proprio buyer persona è fondamentale. Ecco un video dal nostro canale YouTube che lo racconta in modo approfondito. ⬇️⬇️⬇️

Nel caso in cui risulti complicato trovare il tuo messaggio, prova a studiare le strategie dei tuoi concorrenti. 

Ma occhio: studiare NON vuol dire copiare. Il rischio, nel caso in cui adottassi una strategia simile, sarebbe quello di “declassare” la tua impresa a imitatrice della concorrenza.

No buono, amico mio!”

Facciamo un esempio?
Una delle aziende che ha di certo una comunicazione spettacolare è la buona e vecchia Apple. Il brand di Cupertino, infatti, investe milioni di dollari nella comunicazione, proponendo sempre messaggi immediati, completi, interessanti e che generano empatia. 

Grazie a tutti questi elementi, si può certamente dire che la comunicazione è uno dei punti di forza di Apple, che ha fatto del suo modello comunicativo una vera e propria fonte di reddito.

Apple rappresenta l’esempio ideale non solo per la comunicazione con l’ambiente esterno, ma anche per quella interna. 

L’importanza della comunicazione, come detto in precedenza, NON è da ricercare facendo esclusivamente riferimento ai potenziali clienti, ma anche ai propri dipendenti. C’è infatti una seconda grande area della comunicazione, che viene definita “interna”.

In questo contesto, l’azienda statunitense è un esempio perché è in grado di motivare costantemente il proprio personale con lettere di ringraziamento in caso di raggiungimento dei risultati sperati, con incentivi e anche con premi rivolti ai membri più attivi. Inoltre, l’azienda non manca di far sentire tutti i suoi dipendenti tutelati e protetti da eventuali minacce esterne.

Certo, noi non siamo ancora ai livelli della Apple ma in futuro chi lo sa… Intanto iniziamo nel nostro piccolo, iniziamo bene e costruiamo solido, partendo da un buon piano marketing.

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Perché è davvero importante avere un piano marketing?

Spesso mi viene chiesto: “Stefano, qual è l’automazione migliore per fare questa o quella cosa?”. 

E la mia risposta è: “Dipende!”. 

E vuoi sapere da cosa dipende?
Da tutto quello che hai scritto nel tuo piano marketing, ovvero dai tuoi obiettivi, dal tuo target, da quanto sei disposto a spendere e quanto vuoi guadagnare.

Insomma, ESCLUSIVAMENTE dopo aver elaborato un buon piano di marketing, una mission ben delineata e strategie di comunicazione ben strutturate, si può pensare di investire nell’automazione.

Farlo prima è pura follia.

Quindi, facciamo un patto, ti va?

Tu ti impegni a creare un piano di marketing ben definito e io intanto continuo a creare tantissime risorse sui tool che potrai implementare una volta che avrai ben chiaro cosa vuoi ottenere e come vuoi comunicarlo.

Ci stai?

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Stefano De Carlo

Stefano De Carlo

Imprenditore, formatore e padre ❤️ Il suo chiodo fisso è aiutare gli imprenditori di tutto il mondo (sì, Stefano è un tipo ambizioso) a mettere il pilota automatico al proprio business e vendere senza stress.

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